Molti amici sono seduti in questa sala questa sera. Vi ringrazio tutti, avrei voluto andasse diversamente, certo, ma è questa comunque una grande, fortissima emozione, è strano che non sia molto diversa da quattro anni fa. Forse è solo finita un’avventura e una nuova si prepara a cominciare.
Si sono confrontate due forze imponenti della politica professionale. Nonostante i numeri siano davvero vicini, esiste stasera una maggioranza, un vincitore, cui faccio i complimenti per il numero di voti raccolti e i migliori auguri di riuscire a fare una politica realmente a favore della psicologia.
Ma è mio dovere avvisarvi, realizzare un sogno è difficile, specie se si decide di perseguirlo da soli.
Abbiamo, certo, modelli di ordine diversi. Il nostro è un è un ordine padre, non un ordine complice, un ordine non certo poliziesco ma sicuramente un ordine-bussola, che ha saputo indicare tra le molte direzioni possibili quelle più auspicabili e percorribili.
Abbiamo dato supporto e sostegno alla fatica di chi studia anni per prepararsi, alla posizione etica che è propria della maggioranza degli psicologi: sono volti belli, gente pulita. Di fronte ai cittadini abbiamo proposto in primo piano la qualità e indicato le eccellenze come riferimenti per tutti. La direzione finora è stata il miglioramento costante, magari scomodo, e come un giorno ci disse il padre della gruppoanalisi Lo Verso, lavorare per la qualità è pericoloso, ma mai sapendo questo, sapendo i pericoli che si correvano abbiamo puntato verso il basso, mai verso le facili connivenze, mai verso chi chiude un occhio di fronte agli abusi professionali e alle violazioni della deontologia per quieto vivere.
Chi esce presidente da questa serata sarà il presidente di tutti e avrà il dovere di dialogare e rappresentare le due forze che sono state consacrate dal voto, anche sul livello nazionale. Starà al consiglio decidere chi avrà la statura professionale, etica e culturale per assolvere a questo compito. Ognuno di noi, nel segreto del voto ne assumerà le conseguenze sul piano individuale.
Amici, vi invito, se venisse a qualcuno ogni tanto, pensando alla dedizione di questi anni, alle notti e ai giorni, un groppo alla gola, a sorridere, invece, perché se qualcuno userà quella biblioteca dei test che c’è di la, è già valsa la pena di esserci in questi anni.
Se una sola scuola avrà deciso di migliorare i propri standard di qualità grazie alla carta etica, sentendosi concretamente appoggiata da questo ordine ne sarà valsa la pena;
Se qualcuno verrà confermato o inizierà una consulenza nei nuovi centri di riabilitazione grazie alla norma regionale che abbiamo promosso, ne sarà valsa la pena.
Se un cittadino indigente potrà oggi rivolgersi a centri di assoluta eccellenza trovando risposte immediate al suo disagio, ne sorrideremo orgogliosi di fronte a chiunque.
Per quanto mi riguarda è stato un privilegio accompagnare la vostra speranza, un privilegio fare un tratto di strada assieme. Mi hanno chiesto se nel caso non venissi confermato presidente, nel caso non si volesse tenere conto del desiderio espresso così chiaramente dagli elettori, mi dimetterei. La risposta è no. A fronte delle regole del gioco, che devono essere rispettate sarà meraviglioso dimostrare che la politica non ci cambierà, che saremo come siamo stati in questi anni, tenaci e coraggiosi, e da domani mattina, smaltita la delusione, si riprenderà il cammino.
Quattro cose abbiamo dalla nostra parte. L’entusiasmo che nasce dalle idee, il tempo, la nostra amicizia e l’appartenenza ad una comunità ampia e profonda.
Ho ricevuto molto più di quello che ho dato. Grazie.
Mauro Grimoldi