di Roberta Cacioppo e Mauro Grimoldi
Intervento presentato al Congresso della European Federation of Sexology a Dubrovnik – maggio 2016 -.
Abstract
In questo lavoro si vuole evidenziare il pericolo costituito dal pensiero autotropico (ndr Luigi Zoja), sempre presente nelle ideologie totalitarie, e in grado di inficiare per ragioni ideologiche la diffusione della prevenzione degli atteggiamenti discriminatori e della violenza di genere e della cultura dei diritti in un vero esperimento sociale in vivo.
A partire dall’estate 2015 si propaga in Italia notizia della diffusione della cosiddetta “ideologia gender” che sarebbe destinata a trasformare l’educazione sessuale nelle scuole in una pratica in cui i bambini sono “istigati all’omosessualità, invitati alla masturbazione precoce fin dalla culla, obbligati ad assistere a proiezioni di filmati pornografici e ad avere rapporti carnali con bambini dello stesso sesso”. Nonostante si tratti di notizie prive di fondamento e inverosimili, queste si sono diffuse contro ogni previsione, generando una resistenza sociale contro i programmi di prevenzione, di educazione al rispetto delle diversità, educazione di genere o educazione sessuale.
Seguendo l’idea formulata dal saggio Paranoia di Luigi Zoja, la diffusione epidemica della divulgazione di un’inesistente ”ideologia “gender” viene fatta risalire a un quadruplice sistema di caratteristiche dell’informazione stessa, che verrà in questo lavoro analizzata.
In quest’ottica, l’ultimo e definitivo passaggio del pensiero paranoico è l’autotropia: un meccanismo che, una volta messo in moto, contribuisce ad che la paranoia sia capace di alimentarsi da sola.
Articolo
Secondo Luigi Zoja, autore del magnifico saggio “Paranoia” (Bollati, 2011) esprime lidea di fondo è che “l’idea paranoica” sia “contagiosa e pericolosa” e che si diffonda nelle fasi storiche in cui dominano le ideologie totalitarie. In questo processo di diffusione delle idee paranoiche “l’ultimo e definitivo passaggio è l’autotropia: una volta posta in moto, la paranoia ha a questo punto la capacità di alimentarsi da sola. Il pensiero paranoico è particolarmente insidioso e pericoloso perché in grado di giustificare la distruzione del “nemico” anche su vasta scala.
In Italia il 2015 è stato l’anno in cui il governo guidato dalla sinistra di Matteo Renzi ha emanato pubblicato il DL 107/2015 “Buona Scuola” ed è anche stato l’anno in cui la discussione sulle unioni civili in Italia, finora non riconosciute, ha avuto la parte fondamentale del suo iter.
In maniera insidiosa è stata relativamente poco espressa la contrarietà sul riconoscimento di maggiori diritti alle persone LGBT e sulla lotta alle discriminazioni ha assunto una forma imprevista e inedita.
Si è diffusa l’idea che la “famiglia tradizionale” fosse sotto una forma di attacco, la cui forma culturale è stata espressa come “pericolo gender”.
L’idea di fondo sarebbe quella che le scuole potessero essere oggetto di massivi interventi di associazioni di gay militanti e i minori sottoposti a inedite forme di persuasione allo scopo di negare le differenze tra generi sessuali, screditare la “famiglia tradizionale” e di promuovere ogni forma di comportamenti sessuali precoci e possibilmente omosessuali.
Tale “ideologia” è stata così descritta: l’idea “gender” è destinata a trasformare l’educazione sessuale nelle scuole in una pratica in cui i bambini saranno “istigati all’omosessualità, invitati alla masturbazione precoce fin dalla culla, obbligati ad assistere a proiezioni di filmati pornografici e ad avere rapporti carnali con bambini dello stesso sesso”. Si legge questo nelle “linee guida per i genitori” diffuse da una rete di associazioni insieme a un fac-simile di diffida da inoltrare alle scuole e pubblicate da l’Espresso del 17/7/2015.
Si tratta di notizie così palesemente inverosimili da generare legittimo stupore rispetto alla loro diffusione.
L’idea è che la diffusione di contenuti così bizzarri sia dovuta proprio al meccanismo di diffusione di una “perfetta” idea paranoica diffusa nel sociale. Tale meccanismo si volge in quattro fasi.
Le notizie relative al “pericolo gender” si costruiscono sull’idea che esista un altro così diverso, così estraneo al sé che è quasi come se appartenesse a una nuova specie. La nascita dell’idea paranoica spesso è contraddistinta da una pseudo-speciazione. Secondo chi adotta questo pensiero l’estraneità dell’altro è evidenziata fino al parossismo. Un buon esempio viene dall’avvocato Carlo Taormina che il 23/7/2015 dichiarava alla trasmissione radiofonica La Zanzara: “I gay mi danno fastidio fisico. Li riconosco, fanno dei movimenti, delle mossette. Per esempio il movimento delle mani, il modo di camminare, tante cose. I gay nascono con un difetto fisico, sono difettati”.
Una volta marcata questa abissale differenza, il secondo passaggio, fondamentale, è la proiezione, la trasformazione di una forma di intolleranza nell’idea falsa di un’aggressione distruttiva in atto da parte dell’altro.
Viene così fatta circolare la notizia che un certo articolo del decreto legge 107/15 sulla “buona scuola”, importante nel diffondere l’idea di un serio lavoro di prevenzione delle discriminazioni nelle scuole contenga invece elementi preoccupanti. Questo è il passaggio: “Il piano triennale dell’offerta formativa assicura l’attuazione dei principi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e di sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori”. Elementi, come si vede di buon senso. Viene però fatta circolare la notizia che, “… se il piano dell’offerta formativa contiene parole come educazione al rispetto delle diversità o educazione di genere o educazione sessuale (…) vuol dire che i vostri figli saranno istigati all’omosessualità”.
Alcuni lasciano perfino trapelare l’idea del complotto, tipicamente paranoica, da parte di una presunta lobby gay mondiale, talora descritta come ricca, internazionale e capillare, impegnata fondamentalmente a moltiplicare il numero di gay nel mondo, fino a ridurre le possibilità di riproduzione e quindi alla potenziale estinzione del genere umano.
Il ragionamento è apparentemente logico ma il suo nucleo anche chiaramente falso, anche se indiscutibile e incorreggibile, perché ha la natura auto-evidente del delirio.
L’interpretazione paranoica procede per accumulo, ci ricorda ancora Zoja: ciò che potrebbe contraddire l’interpretazione incontra una logica capovolta e diventa paradossalmente una conferma. Ecco l’autotropia di cui si trova un ottimo esempio in una risposta sul blog del quotidiano Il Giornale a un lettore che chiedeva le fonti di questa presunta “ideologia gender”: “non ci sono fonti. La teoria Gender non esiste ufficialmente, si applica e basta. (..) Stanno iniziando a violare gli spazi educativi di bimbi piccoli, fin dagli asili nido alle materne, con metodologie che creano smarrimento e disagio nei piccoli, a cominciare dalle favole. (…) Sono criminali, punto e basta, proprio nel loro negare che tendono a fare queste cose, e nel negare che ci sia “teoria del gender”… Si fa e basta, senza postularla”.
L’antidoto a questo veleno può partire solo dalla capacità non già di esiliare ma di incorporare le differenze, come ha ben detto Obama nell’annuncio della concessione del matrimonio omosessuale nei 50 stati USA, il 26/6/2015: “Quelli che si sono spinti così avanti nel loro viaggio verso l’uguaglianza hanno la responsabilità di guardare indietro e aiutare gli altri a raggiungerli, perché a dispetto di tutte le differenze, noi siamo più forti insieme di quanto potremmo mai essere da soli. Questa è sempre stata la nostra storia. Siamo una nazione grande, vasta e piena di diversità, una nazione fatta di persone con convinzioni differenti e differenti esperienze e storie, ma legate dall’ideale condiviso che non abbia importanza chi tu sia o ciò che tu sembri, da dove sei partito o come e chi tu ami”.