Discorso di insediamento OPL

E’ con un profonda gioia e umiltà che assumo la Presidenza dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia.

Lasciatemi anzitutto esprimere la più profonda gratitudine verso tutti gli elettori e in particolare verso un gruppo di persone che chiamiamo sostenitori, o, più affettuosamente, colonnelli, che ci hanno regalato, in questa esperienza elettorale in cui ci presentiamo forse acerbi, ma puliti ed entusiasti, la fiducia di essere nel giusto. Domani questo e altri gruppi di incontro con i colleghi non scompariranno, ma diventeranno, insieme a meravigliosi strumenti informatici, l’Antenna istallata sulla sede dell’Ordine, l’orecchio da cui ascoltare la voce di chi chiediamo oggi di rappresentare.

Ci insediamo in un momento particolarmente difficile per la psicologia. Moltissimi colleghi si trovano in difficoltà di occupazione, senza lavoro o gravemente sottopagati, lasciati soli ad affrontare costi fiscali, previdenziali, formativi enormi. Il desiderio di formare una famiglia, di avere una vita e un lavoro normale spesso hanno la meglio sulla passione per la psicologia, e molti abbandonano questo lavoro, chiedendo la cancellazione dall’Ordine. Ognuna di queste persone è un monito e un fallimento per questo Ordine Professionale.

Voglio dedicare i prossimi quattro anni a due di queste persone. A Fabio, mio amico e collega, appassionato psicoterapeuta che si è cancellato dall’Ordine recentemente optando per un lavoro diverso.

E a Mirella che cede dopo che la sua scuola di psicoterapia le ha fatto ripetere l’ultimo anno due, tre, poi quattro volte, perchè non riesce a tenersi stretto un paziente per due anni di seguito.

Ma è forse diventata questa l’abilità dello psicologo, tenersi stretti i pazienti? Trovo questa immagine del nostro lavoro miope e odiosa.

Oggi io affermo che con questa elezione di giovani alla guida dell’Ordine, di cui undici su quindici sono sotto i 42 anni, con una richiesta di partecipazione alla cerimonia di insediamento senza precedenti, i colleghi stanno dicendo una parola definitiva alla vecchia politica professionale: basta! Basta con un Ordine convegnificio, editore di libri falliti, basta con un Ordine che si ritira in un cantuccio di fronte alla necessità di prendere posizione sulla questioni chiave, che lascia sullo stesso piano scuole di assoluta rilevanza etica e culturale e furbi profittatori di un fiorente mercato della formazione; o di un Ordine che tace di fronte all’emergere di nuove professioni, dal counsellor al consulente filosofico seduto sulla sedia dello psicologo o dello psicoterapeuta.

Non tutti i problemi degli psicologi possono oggi essere risolti dall’Ordine. In Lombardia ci sono molti, forse troppi colleghi in rapporto alle altre nazioni europee e dell’occidente avanzato.

Tuttavia, la rinuncia a dare alcun tipo di risposta ad una categoria in crisi è divenuta l’abitudine di una politica professionale sterile, fallimentare e invisibile, che ha dato origine al principale partito della politica professionale: gli astenuti, che si attestano all’80% del totale. Facevamo festa quando si è raggiunto -a stento- il quorum per seconda convocazione elettorale. Facevamo festa, ma alla festa deve seguire il momento di una seria riflessione. Dunque io ringrazio, perchè posso ben comprendere anche coloro che non hanno votato affatto, ritenendo che sia nostro dovere dimostrare che qualcosa di diverso dal passato si può e si deve fare da questo momento e da questo luogo.

La psicologia è infatti sì in crisi ma al tempo stesso ha grandi potenzialità di sviluppo. Gli psicologi hanno parole da dire più incisive di quelle che appaiono abitualmente sui giornali, molte funzioni essenziali ancora inespresse in area giuridica, scolastica, aziendale. Siamo in definitiva migliori di come siamo apparsi finora. Non siamo i medici dei matti, non siamo strizzacervelli, non tutti i colleghi sono sacerdoti di banalità televisive.
Lascietemi sgombrare il campo da ogni dubbio. Quale è esattamente la promessa di una psicologia diversa, altra?
Anzitutto che così come ci siamo stati in questi anni, volontariamente, ci siamo e ci saremo, con rinnovato e potenziato spirito di servizio.

Intendiamoci. L’Ordine non può, non deve sostituirsi alla passione, alle capacità professionali, all’impegno nel presentarsi al mondo. La nostra promessa non è quella di risolvere tutti i problemi degli psicologi.

Ma ci saremo. Nei modi, anzitutto. Per la prima volta l’ordine selezionerà in base alla qualità i propri collaboratori e pagherà dei professionisti solo per i risultati raggiunti, non perchè si è presenti sulla poltrona dell’OPL, riducendo al minimo il meccanismo perverso del “gettone di presenza”, che oggi è buon alleato della pigrizia di un’intera istituzione.

Ci saremo. Nei contenuti.

  • Anzitutto, ad è relativamente facile da realizzare, l’Ordine deve diventare a costo zero. Lo si fa garantendo una rete di servizi in convenzione, ad esempio un commercialista convenzionato, un abbonamento Internet e telefonico conveniente, un mutuo agevolato per i colleghi che hanno bisogno di una casa.
  • Ci acerteremo che lo psicologo possa comunicare con i colleghi e con il suo Ordine, e che possa dire la propria opinione con la certezza che questa conti. Con le stesse opportunità per chi vive in S. Babila e per chi risiede nei paesini in provincia di Sondrio o Mantova. Newsletter, gruppi di discussione, esperimenti di democrazia diretta attraverso sondaggi online su questioni essenziali, questi saranno alcuni degli strumenti. E il contatto diretto con tutti voi.
  • E’ nostro dovere garantire una formazione post lauream equa e di qualità, anche se privata, differenziando e mettendo in luce le ottime realtà che offrono formazione nella nostra regione.
  • E’ importante comprendere il fenomeno delle invasioni del proprio specifico professionale, agendo attivamente contro le anomalie, l’illegalità e l’abusivismo.
  • E’ funzionale alla nostra immagine pubblica dare la parola allo psicologo, ovvero permettere a chi ha qualcosa di serio da dire di poterlo fare garantendo a chi ha una reale competenza nei vari settori un accesso privilegiato ai media.
  • Infine, lo sforzo principale andrà verso l’ampliamento delle possibilità di reperire lavoro, dirottando le risose alla ricerca, ampliamento, tutela della possibilità di operare per incontrare la domanda di salute e benessere presente nel tessuto sociale.

L’Ordine dei prossimi quattro anni deve lavorare per noi, non contro di noi. L’Ordine è la realtà più libera che esista: ha un fatturato garantito dalla Legge italiana, non deve produrre utili. Non deve fare cultura. Non deve dare servizi in concorrenza con chi è sul mercato. Deve però assicurare il massimo delle opportunità a tutti coloro che desiderano lavorare come psicologi, con serietà e dedizione, nella nostra regione.

Questa è la nostra promessa, che siamo in grado di agire come un solo gruppo, come una categoria: gli Psicologi. Questa deve diventare la convinzione fondamentale: che il buon lavoro di ciascuno di noi, il buon comportamento, il reciproco sostegno sia la migliore garanzia per un collega di presentarsi di fronte al sociale con un’eredità di valore da spendere.

Questa è la promessa che dobbiamo mantenere. Questo il cambiamento da fare subito. Oggi.

Infine, l’ultimo augurio va ai nostri compagni di avventura, ai Quindici colleghi che devono affrontare il timore del cambiamento, l’ignoto di un Nuovo Ordine degli Psicologi della Lombardia da costruire.

Il mio sentimento si riassume con le parole che Dante fa dire ad Ulisse ai suoi uomini nel momento in cui li esorta a superare le colonne d’Ercole:

O frati, che per cento mila perigli

siete giunti all’Occidente.

In questa tanto picciola vigilia

dei sensi nostri, del rimanente

non vogliate negare l’esperienza.”

Auguri a tutti noi.

Mauro Grimoldi

Presidente OPL