di Roberta Cacioppo
Nel suo significato più generale, le Pari Opportunità sono di fatto un principio giuridico, che prevede l’assenza di ostacoli alla partecipazione economica, politica e sociale di un qualsiasi individuo per ragioni connesse al genere, religione e convinzioni personali, razza e origine etnica, disabilità, età, orientamento sessuale o politico.
Tra le diverse funzioni attribuite al Consiglio di Indirizzo Generale del nostro Ente di previdenza ENPAP, viene riconosciuta la competenza di individuare tra le forme di assistenza consentite quelle effettivamente da realizzare.
Nel quadrienno in corso (2013-2016), ho partecipato a un Gruppo di Lavoro sul tema delle Pari Opportunità. Più nello specifico riguardo al tema in oggetto – e questo è il focus al quale il Gruppo di Lavoro si è dedicato – abbiamo prodotto un’analisi degli strumenti realizzabili da parte dell’ENPAP per mettere in atto principi di uguaglianza di opportunità e di non discriminazione tra uomini e donne nel mondo del lavoro.
Nel caso di ENPAP, la questione della discriminazione tra lavoratori e lavoratrici diventa ulteriormente delicata, perché la popolazione degli iscritti alla cassa ha delle peculiarità molto precise:
- Le donne rappresentano l’82% del totale
- Gli iscritti con meno di 40 anni sono il 57%
- I neoiscritti sono circa il 30%
- L’indennità di maternità viene erogata a poco più del 5% delle iscritte ogni anno
- La tendenza diffusa è che le donne percepiscano redditi inferiori agli uomini, a parità di requisiti quali fascia d’età, livello di specializzazione, etc.
Articolo 3 della Costituzione:
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
In seguito allo studio di quanto già in opera da parte di altri Enti previdenziali, sono emersi questi temi principali, regolarmente proposti e recepiti dal Consiglio tutto:
- Sussidi per l’asilo nido
- Contributo spese assistenza anziani pensionati
- Contributo di paternità
- Medicina di genere: protocolli di prevenzione e screening per il tumore al seno, ovaie, utero, per i quali l’Ente potrebbe offrire agevolazioni per poter accedere ad indagini mediche a tariffe vantaggiose.
A dicembre 2014 abbiamo relazionato al Consiglio di Indirizzo nel merito, lasciando da quel momento al Consiglio di Amministrazione il compito di realizzare concretamente strumenti di intervento a favore della categoria professionale, seguendo l’indirizzo istruito dal Gruppo di Lavoro e approvato dall’intero Consiglio.
Un tema importante per l’approfondimento di questa materia nel contesto di un Ente previdenziale privato, è dato dalla mancanza di dati riguardanti situazioni particolari (come ad esempio la disabilità dell’iscritt*, o di un suo familiare): per motivi di riservatezza, infatti, l’ENPAP non possiede questo tipo di informazioni, che costituiscono quindi un fenomeno ad oggi non esplorabile.